Emanuele Giordano a Mater Vitae
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Mater Vitae ringrazia il Dott Giordano

Il Centro Studi Discipline Olistiche Mater Vitae ringrazia il Dott Giordano per l’interessante seminario “L’arte del Pneuma” , ed i partecipanti che vi hanno aderito con entusiastico interesse, consentendo alla associazione di proseguire negli intenti divulgativi sulla strada della consapevolezza del sano benessere.

Grazie dal cuore al Dott. Emanuele Giordano .

Per una seconda intera giornata la sede di Mater Vitae è stata pervasa dalla forza esplicativa del Dott. Emanuele Giordano , il quale con la proprietà piena degli argomenti e la semplicità didattica, ha guidato i partecipanti alla ricerca della propria coerenza cardiaca attraverso il ripristino della respirazione originaria: la respirazione diaframmatica.

Il cuore parla e manda informazioni ed attraverso il ritratto cardioenergetico del cuore in generale , secondo il metodo sviluppato e verificato dall’HearthMath Institute della California, i partecipanti al seminario hanno appreso come individuare la propria personale ampiezza di energia cardiaca, e come attraverso la semplice pratica, applicata metodicamente, della respirazione originaria diaframmatica, contribuire consapevolmente al ripristino dei “danni” provocati sia dallo stile di vita che da somatizzazioni accumulate. Ad ognuno è stata offerta l’opportunità di conoscere, attraverso la somministrazione di uno specifico test, lo stato di “felicità” del proprio cuore.

Emanuele Giordano - Mater Vitae
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“L’Arte del Pneuma” con Emanuele Giordano

CORSO DI RESPIRAZIONE ORIGINARIA DIAFRAMMATICA

L’Arte del Pneuma

Emanuele Giordano - Mater Vitae

Emanuele Giordano – Mater Vitae

Mater Vitae per Tagitti MATERici  propone un nuovo incontro col Dott. Emanuele Giordano come sollecitato dai nostri soci e come promesso dallo stesso  per  un ulteriore stimolante incontro sulla respirazione.

Il Dott. Emanuele Giordano, fisiologo di medicina computazionale quantitativa, docente di biochimica degli alimenti e di digiuno intermittente, di teoria e metodologia dell’allenamento sportivo e di teoria della complessità e modelli sistemici, negli ultimi anni ha concentrato la sua ricerca sull’epidemiologia genetica delle scelte alimentari, sull’alimentazione vegetariana e mediterranea, sul ruolo dei mitocondri come chiave della longevità e buona salute.

Riesce a curare chi sa alterare i sentimenti che un corpo nutre intorno a se stesso e al suo rapporto col mondo, chi dischiude al corpo e alla mente possibilità nuove a causa del calco abituale al quale il corpo e la mente hanno imparato ad adattarsi. Tale calco si può spezzare con l’arte del pneuma. Allora altre dimensioni di consapevolezza diventano accessibili e le aspettative del buon senso circa la malattia e la salute si trasformano via via che i nuovi significati corporei si cristallizzano.
“ Beati i poveri di spirito! E’ loro il regno dei cieli”, traduce Girolamo l’enigmatica frase di Matteo 5,3. Ma come interpretare quel pauperes spiritu? Forse si tratta di coloro che sono privi di spirito proprio? Saranno beati gli uomini impersonali? O dovrà intendere beati coloro che essendo bisognosi andranno allo spirito : pauperes spiritu nel senso dei mendicanti allo spirito? Nella cabala povero è simile alla Shekinah o Gloria di Dio, che è povera perché non ha nulla per sé, ma solo ciò che le viene dalle sue emanazioni. Perciò povero può significare privo di qualità personali, interamente dipendente dalle emanazioni del Nulla, “vuoto”; significato probabile anche grammaticalmente. A considerare la teoria mistica della respirazione s’intende pneuma (spirito) anche in senso letterale: poveri di spirito, di fiato, sono coloro che, per una gran risata o un profondo pianto, hanno espirato completamente e non hanno immagazzinato fiato dentro di sé. Se l’espirazione di Dio crea e la sua ispirazione uccide, mentre l’uomo emette il fiato contaminato e trae dentro l’aria benefica, il punto di mediazione tra le opposte respirazioni celeste e umana è trattenere il respiro, come si fa negli esercizi yoga o nella preghiera perpetua degli esicasti.
Che significato dobbiamo dare alla respirazione oltre la sua funzione elementare di trasporto dell’ossigeno? E’ possibile fare un’analisi del respiro regredendo prima dell’orlo del visibile parlare? Cosa accade nel silenzio che attraversa il respiro? Cos’è la respirazione embrionale? Perché il muscolo Diaframma è situato praticamente al centro del corpo? Che relazione instaura con il corpo? Il Diaframma è il punto d’incontro, crocevia di vie nervose volontarie e vie nervose involontarie, vie consce e vie inconsce. E’ quindi il luogo dove questi due mondi che ci abitano possono incontrarsi. Ciò che insegniamo a praticare è il ripristino della respirazione originaria diaframmatica associandola a una forma di controllo basato sulla mobilizzazione dell’attenzione all’interno del corpo. La tecnica che si insegnerà è completamente differente da tutte le tecniche di respirazione comunemente praticate e agisce potentemente sul riequilibro del sistema nervoso vegetativo (simpatico e parasimpatico).

La fisiologia energetica della respirazione diaframmatica originaria riconnette il cuore con la testa, ricompone le scissioni corporee attraverso la sua funzione completa di pompa-massaggio ed è in grado di influenzare il tono neuromuscolare del nostro corpo.

Anatomia degli organi respiratori

Breve descrizione delle vie aeree

Fisiologia della respirazione

Descrizione dei meccanismi respiratori

Il Diaframma
Anatomia e Biomeccanica

L’importanza del Diaframma come pompa

Il massaggio diaframmatico
Il sistema simpatico e parasimpatico

Attività, funzioni, caratteristiche
La pratica della coerenza cardiaca come potenziamento diaframmatico

Esercitazione
La tecnica specifica della respirazione diaframmatica originaria
Pratica, Esercitazione e assistenza.

Verifiche individuali
Lavoro sulla auto-posture respiratorie

Emanuele Giordano - Mater Vitae

Emanuele Giordano – Mater Vitae

 

Mater Vitae ringrazia per prenotazione e tempestiva conferma

Giovanna

Tel. 338 3011550

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Eventi 2015 Dott. Emanuele Giordano a Mater Vitae

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Foto Evento Equinozio di Primavera 2015 – Mater Vitae

Equinozio di primavera

Ancora una volta i luoghi di Mater Vitae hanno visto la copiosa e gioiosa partecipazione di tanti amici coinvolti durante il corso del pomeriggio e fino a notte nelle diverse attività esperenziali proposte dagli organizzatori.

Ancora una volta Mater Vitae nello spirito che anima l’associazione ha saputo mettere in circolazione energie positive riuscendo a dare a ciascuno dei partecipanti una visione tangibilmente collettiva e ricevendone entusiastico riscontro.

Tutte , tutti quanti , insieme, nelle e con le rispettive peculiarità siamo stati in grado di apprezzare quello spirito dell’universo, quel respiro iniziale che ricompone i dissidi e contribuisce ad una rinascita su un piano alternativo agli automatismi cui si soggiace costantemente .

Da Mater Vitae un grande ringraziamento a tutti coloro che rendono possibile con il loro interesse le attività della associazione e le prossime in programmazione.

Un particolare ringraziamento va all’associazione OFFICINA TEATRO Oltre il Limite Massimo Consentito che ha voluto onorare Mater Vitae con l’omaggio dell’esclusivo video di “MATERica”, che attraverso le intense voci di Alma Passarelli Pula e Rosalba Santoro, sapientemente impastate da Enzo Caputo insieme alle immagini ed ai filmati realizzati da Rosalba, hanno regalato a fine serata un momento di intensa emozione.

E se “in principio era la brezza”…, contribuiamo a far circolare questo benefico respiro.

 

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Equinozio di Primavera “ in principo era la brezza”

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Equinozio di Primavera Mater Vitae

Per l’equinozio di primavera 2015 che quest’anno avrà inizio alle 22.45 del 20 Marzo 2015

Mater Vitae propone un incontro aperto a chi vorrà prenderne parte e che si articolerà in diversi contesti di benessere e condivisione di un momento particolarmente significativo del corso del tempo.

Fermarsi e consapevolmente ripartire rigenerati da un ben essere che abbiamo saputo conquistarci di sicuro contribuisce a procedere in armonia col mondo e nelle nostre relazioni.

Programma delle attività

ore 17.00 Fitoalimurgia “Il Murazzo”
Preparazione di cuscinetti in garza ed erbe officinali utili per la purificazione del corpo. I cuscinetti verranno donati ai partecipanti .
Illustrazione delle ricette originali di fitoalimurgia ( erbe spontanne, germogli , tuberi)     che compongono la cena equinoziale
ore 18.00 Kundalini Yoga come insegnato da Yogi Bhajan- Pranayama, Kriya e Meditazione con Baltej Kaur
ore 19.30 ascolto del “Suono” Astral Sound Life Field di Giovanna Costa
ore 20.30 cena per i soci tesserati
ore 21.30 presentazione del video “MATERica”prodotto da Officina Teatro LMC di Enzo Caputo e del dono di Madre Terra il suiseki ” Eterna Madre”.
ore 22.45 saluto alla primavera ed al respiro della brezza marina.

L’incontro è aperto a tutti ed a libero e consapevole contributo.
La serata è a numero chiuso per potervi accogliere al meglio é gradita la prenotazione telefonica alla segreteria organizzativa.

m. 338 3011550

 

Equinozio di Primavera

“ in principio è la brezza”

La più antica festa di primavera (4700 anni fa) pare essere Sham El Nessim, letteralmente “fiutare il vento” , viene festeggiata in Egitto e segna l’inizio della primavera. Le sue origini sono legate alle origini dell’Egitto stesso. Ai tempi dei faraoni la festa prendeva il nome di Shamo che significa “rinnovo della vita” e secondo gli antichi questa data coincideva con l’inizio della creazione. In epoca successiva il termine fu alterato in “shamm” olfatto e respirazione , e fu aggiunta la parola “nessim” brezza.

Durante questa festa venivano offerti cibi simbolici, ed ancor oggi si conserva la tradizione di consumare Fiseekh (pesce salato), uova bollite e colorate, termis (semi di lupino), cipolle verdi e lattuga. Il pesce salato era considerato simbolo di fertilità e benessere, le uova sono simbolo universale di rinascita . Nell’antico Egitto simboleggiavano il Cosmo , l’Universo e la sua rigenerazione e la vita, originando il mito della FENICE l’uccello che deponeva l’uovo cosmico. Le cipolle verdi simboleggiano la vita eterna, mentre la lattuga simboleggia lil sentimento di speranza con l’inizio della primavera.

Sempre nei paesi orientali la primavera viene onorata con una festa che dura ben 13 giorni Naw Ruz, i riti celebrati rievocano la creazione del cosmo e la popolazione saluta il nuovo anno purificando le case e saltando su falò accesi per le strade.

Nella tradizione occidentale le feste in onore della primavera si sono confuse con le celebrazioni cristiane, in Inghilterra ed in Germania la parola pasqua conserva l’antica radice derivante dal nome della dea personificatrice della primavera , la dea Eostre. Eostre era una dea lunare sposa di un dio solare misteriosamente morto qualche giorno prima dell’equinozio di primavera , nove mesi più tardi dai due sarebbe nato Yule figlio e successivo sposo   della dea, la quale veniva raffigurata nelle sembianze della lepre ed alla quale venivano offerte uova di serpente colorate. Mito sovrapponibile quasi interamente fu per i romani quello della dea Cibele o Era , madre di tutti gli dei; i riti ad essa dedicati iniziavano alle idi di marzo il 15 e finivano il 28 dando inizio al nuovo anno e celebravano i misteri della morte e della resurrezione e dunque i cicli della vita e della terra che si alternano. Questi riti erano caratterizzati da danze frenetiche al suono del tamburo, ancor oggi diffuse nell’Italia meridionale ( la tarantella).

I miti più famosi dell’antichità furono i misteri Eleusini, celebrati nel santuario di Demetra, ed in tutte le colonie greche , essi prevedevano una sorta di purificazione e rappresentava il ritorno di Persefone presso Demetra che veniva salutato da una processione in cui il popolo agitava palme fino all’incontro della figlia con la madre , che felice del suo ritorno, avrebbe nuovamente reso fertile la terra, gli animali e le persone. Cicerone parlò dei misteri eleusini nel De Legibus come “il miglior beneficio che la Grecia abbia portato agli uomini i quali attraverso i misteri hanno imparato a conoscere i principi della vita , ed attraverso questi, non solo il mezzo di vivere nella gioia, ma anche di morire con una speranza migliore”

I riti cristiani della Pasqua si sono fedelmente sovrapposti a quelli arcaici .l’equinozio di primavera è così importante, non solo perché la luce il calore del sole ed il conseguente rinascere della natura ha benefici effetti sui sentimenti degli umani, ma, secondo gli alchimisti e gli astrologi sarebbe più abbondante sulla terra l’EIN SOF o Spirito Universale fecondatore della madre terra.

Torna così il soffio , la brezza iniziale, che porta vitalità a chi la respira e la gioia di Cerere che feconda la terra, e questo soffio vitale si genera da se stesso come la fenice che risorge dalle sue ceneri. I miti primaverili tracciano il percorso dello spirito che attraverso l’acqua della pioggia che penetra le viscere della terra, matura e nutre la Madre di cui è anche Sposo e Creatore.

In tutte le religioni passate e presenti l’equinozio di primavera riassume la rappresentazione centrale della religiosità, accompagnando la rinascita dell’anima al coronamento dell’essere umano nel suo congiungimento col divino, così luce ed ombra coincidono perfettamente, luce ed oscurità sono in perfetto equilibrio, e così gli opposti, che nel nostro essere combattono senza sosta trovano quiete e pace, si uniscono e si annullano vicendevolmente creando la perfetta armonia.

 

«Il mondo è così diviso: in principio è la brezza:

e poi vi sono le cose che con voce o gesto alla brezza rispondono;

e poi vi è anche la pietra crudele, che tronca il volo alla brezza,

e su cui nulla che alla brezza risponda può germinare»

Margherita Guidacci

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Equinozio di Primavera 2015 Ass. Mater Vitae Messina

 

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Mater Vitae Ringrazia il dott. Giordano e tutti i partecipanti.

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Mater Vitae – dott. Emanuele Giordano

Il Centro Studi Discipline Olistiche Mater Vitae

ringrazia tutti i partecipanti ai seminari su alimentazione yin- yang e digiuno intermittente ,

ed in primo luogo il Dott. Emanuele Giordano

il quale durante il corso della giornata ha offerto preziosissime ed esaurienti informazioni sull’argomento trattato , nonché generosissime delucidazioni e curiosità stimolate dagli utenti e dei quali va peraltro sottolineata la costante attenzione e lo stimolante confronto.

Mater Vitae

comunica inoltre che presso la propria sede sono disponibili per i partecipanti le cartelle utilizzate durante il seminario e gentilmente rese disponibili dal dott. Giordano.

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Conferenza del Dott. Giordano alla Libreria Fiori Gialli di Messina

Comunicazione di servizio

Mater Vitae comunica che nella serata di sabato 28/2/2015 alle ore 20.30 il Dott. Giordano sarà presente alla Libreria Fiori Gialli per una conferenza di presentazione del seminario su alimentazione Yin-Yang e digiuno intermittente.

In questa sede gli intervenuti avranno l’opportunità di ricevere chiarimenti sull’argomento e stimolare domande da discutere in sede di seminario.

Mater vitae ricorda a tutti gli interessati che per meglio accogliere i partecipanti al seminario del Dott. Giordano è opportuno confermare per tempo l’adesione sia per la sessione mattutina : Alimentazione Yin -Yang ; che per quella pomeridiana su Digiuno intermittente

L’associazione ringrazia quanti abbiano prestato interesse all’iniziativa ed in particolare il dipartimento di scienze dell’alimentazione dell’Università degli Studi di Messina .

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L’Alimentazione Yin- Yang e Digiuno Intermittente

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L’Alimentazione Yin- Yang e Digiuno Intermittente.

Un modello di organizzazione alimentare secondo i bisogni individuali orientato verso un alimentazione prevalentemente vegetariana. Introduzione agli effetti autofagici della dieta

 

Per Tragitti Materici, Mater Vitae propone un incontro di approfondimento che ha per oggetto l’alimentazione consapevole .

L’incontro avrà carattere scientifico e divulgativo e sarà curato dal Dott. Emanuele Giordano nell’ambito dei seminari di alimentazione vegetariana e vegana e di digiuno intermittente che saranno in calendario entro il mese di febbraio.

Siamo geneticamente predisposti a cibarci occasionalmente di animali o, in alternativa, di vegetali e frutta. Proprio come un milione di anni fa. Se il cibo animale può avere avuto un ruolo importante nell’età paleolitica per la nostra sopravvivenza e sviluppo, oggi le mutate condizioni ambientali e sociali e lo sviluppo avanzato del nostro corpo e cervello, ci offrono la possibilità di ridurre fortemente il consumo animale e di abolirlo completamente senza incorrere in carenze nutrizionali e problemi di salute, avendo l’accortezza e competenza di conoscere bene le straordinarie potenzialità del cibo di origine vegetale e le combinazioni e il completamento dei pasti. Esistono oggi poi rispettabili posizioni etiche e di sostenibilità ambientale ed ecologica che invitano a prendere seriamente in considerazione una forte riduzione nei consumi animali. Questo seminario vuole dimostrare come oggi sia possibile costruire un piano alimentare perfettamente sano e salutare e anche adatto agli sportivi, rinunziando completamente al cibo animale e insegnando come costruire una dieta efficace ed energetica, documentando le ragioni scientifiche che ne confermano la validità anche nella prevenzione di diverse malattie.

Il Digiuno Intermittente è una modalità di alimentazione alternata estremamente efficace per riuscire a manipolare efficacemente quel meccanismo biologico di ricambio cellulare e riparazione noto come Autofagia (letteralmente: mangiare se stessi).
L’Autofagia è un meccanismo che permette la riparazione e sostituzione dei mitocondri, organelli endocellulari deputati alla produzione di energia. I mitocondri vanno incontro a usura e il digiuno intermittente è uno dei mezzi più efficaci, attraverso cui è possibile rinnovarli e produrne di nuovi perfettamente funzionanti. Il meccanismo autofagico, che viene attivato intensamente solo durante periodi temporali di astensione dal cibo, ripara anche le membrane cellulari e le proteine alterate. Alternare momenti di astensione dal cibo a momenti di sovralimentazione consente di riparare durante il digiuno le strutture guaste e di ricostruirle in modo sano durante la sovralimentazione.
Uno degli aspetti più interessanti della autofagia è il suo collegamento con l’invecchiamento, e la possibilità di manipolare l’autofagia per estendere la durata ma soprattutto la qualità della vita. Questo perché oggi sappiamo quanto i mitocondri siano fondamentali per far funzionare correttamente tutte le cellule del nostro corpo. Ci sono molte evidenze scientifiche di come il digiuno intermittente possa essere un mezzo molto efficace nella prevenzione di molte malattie. Durante il seminario verranno spiegate le base scientifiche del Digiuno Intermittente e le modalità pratiche e come realizzarle molto semplicemente nel concreto, esemplificando vari schemi. Il Digiuno intermittente è una pratica salutare che rappresenta una condizione evolutiva già presente nell’uomo preistorico, siamo geneticamente predisposti per sopportare periodi di digiuno, è una condizione naturale che l’uomo primitivo ha vissuto nel suo passato ancestrale e rappresenta un modello più evoluto e più facilmente realizzabile nel concreto della restrizione calorica permanente, che è un’altra pratica molto efficace ma non facilmente applicabile come il Digiuno Intermittente.

Il Dott. Emanuele Giordano, fisiologo di medicina computazionale quantitativa, docente di biochimica degli alimenti e di digiuno intermittente, di teoria e metodologia dell’allenamento sportivo e di teoria della complessità e modelli sistemici, negli ultimi anni ha concentrato la sua ricerca sull’epidemiologia genetica delle scelte alimentari, sull’alimentazione vegetariana e mediterranea, sul ruolo dei mitocondri come chiave della longevità e buona salute.

Il seminario si terrà nel corso della giornata domenicale del 1 marzo ed è diretto a quanti vogliano approfondire dal punto di vista medico scientifico i vantaggi di questo tipo di alimentazione, agli operatori sanitari, agli sportivi ed agli atleti , ai giovani che vogliano accostarsi a questo tipo di alimentazione senza incorrere in indesiderabili deficit alimentari da diete improvvisate. Nel corso del seminario, oltre gli aspetti rigorosamente scientifici, saranno illustrate le caratteristiche organolettiche degli alimenti più facilmente reperibili e la maniera di preparazione più consona per esaltarne i benefici nutrizionali e la gradevolezza dei sapori e dei quali verrà proposta la degustazione ai partecipanti.

 

PROGRAMMA

Mattina:

ore 10.00

- L’evoluzione biologica dell’uomo e delle abitudini alimentari: dalle origini a oggi
- Alimenti vegetali e animali a confronto

- Il sistema di pensiero Yin-Yang e la sua applicazione alla scelte individuali alimentari

- I macronutrienti classificati secondo lo Yin e lo Yang

- Esempi di costruzione di una alimentazione individuale
- Stato della ricerca su certe categorie alimentari
Pausa pranzo con degustazioni in stile   Yin-Yang

Pomeriggio:
ore 15.00
- Introduzione al concetto di digiuno
- Effetti metabolici e ormonali

- L’autofagia come sistema chiave
- Come costruire un’alternanza tra digiuno e alimentazione
- La ricerca sulla restrizione calorica.
- Come e cosa mangiare dopo il digiuno

 

Mater Vitae ringrazia per prenotazione e tempestiva conferma

Giovanna

Tel. 338 3011550

 

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Centro Mater Vitae

 

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PAROLE SONANTI : GIOCO di LETTURA a cura di ENZO CAPUTO

Il 10 febbraio 2015 alle ore 21, Mater Vitae ospiterà il regista Enzo Caputo , che ha già tenuto il sorprendente laboratorio di lettura scenica nel dicembre 2014.
Nel corso dell’incontro verrà presentato il prossimo laboratorio e gli intervenuti potranno ricevere informazioni e chiarimenti direttamente dal maestro e giocare con la musica delle parole.
Perciò viene suggerito ai partecipanti di portare con sé un breve testo insieme ad una musica da associare secondo le loro personali preferenze nell’intento di dar vita al gioco collettivo ed individuale delle “Parole sonanti”

Durante la serata si consumerà il bio break Mater Vitae .

Apprezzeremo a fine serata una emozionante lettura proposta dall’attore Enzo Caputo.

Per informazioni e prenotazioni Giovanna Costa (338 3011550)

 

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Una delle domande più ricorrenti di un attore in erba, o di un lettore che si accinga a leggere pubblicamente è:

Come devo dire questa parola?

Sarei davvero felice se ogni lettore considerasse questo termine, non solo “parola singola”, ma anche un insieme di parole, che possono essere frasi corte, medie e lunghe, che nel teatro si chiamano in genere “battuta”.

Il lettore intende naturalmente che gli si sveli quale intonazione usare, quanto tempo di pausa utilizzare, ma soprattutto quanta enfasi caricare, oppure quale sia il modo giusto o sbagliato di dirla.

La mia risposta è sempre la stessa.

Non esiste un modo giusto o sbagliato.

Esiste un solo modo esatto per dire una parola in un determinato momento.

Nel momento successivo la stessa parola non può essere mai più detta allo stesso modo.

E quel modo non dipende da una scelta ben precisa.

Non dipende cioè dalla scelta dell’intonazione, non dipende dalla scelta dell’enfasi e soprattutto non dipende dalla scelta del tempo di pausa dalla battuta precedente o da quella successiva.

Allora come può un attore decidere come “recitare” una parola o una frase.

La risposta è molto semplice. L’attore non deve decidere. Mai.

Cosa voglio dire con questo. Voglio dire che la “scelta” non deve essere ragionata, non deve essere pensata, l’approccio alla battuta deve semplicemente perdere ogni condizionamento mentale.

Per entrare in questa condizione di non-scelta, basta esercitarsi per abituarsi a vincere l’istinto che ci porta a considerare il valore di una parola in base al suo significato.

Per valore intendo, naturalmente, sia il valore puramente letterario, sia quello squisitamente estetico.

Una parola singola, o un insieme di parole, una volta perso il significato, si riduce a quello che in realtà è la sua vera identità : un puro e semplice “suono”.

Questa è la disciplina a cui un attore deve votarsi quando fa rifermento appunto alla parola.

Considerare cioè il periodo, come un insieme di suoni che messi in sequenza compongono una frase musicale.

Un testo si dovrebbe trasformare in un vero e proprio spartito nel momento in cui viene affidato alla voce.

A questo punto non ci rimane che accordare lo strumento, che nel caso dell’attore si intende, naturalmente, il suo corpo, e iniziare a suonare.

Essendo però il teatro e la musica due discipline artistiche completamente diverse, esistono delle differenze sostanziali fra le due esecuzioni.

Nella musica, lo spartito contiene delle precise indicazioni, che dicono esattamente al musicista, per quale strumento è stato scritto,il quando, il come una nota deve essere suonata e specifica anche la sua durata temporale.

Nel teatro invece, il testo-spartito è solo un insieme di note che non contiene alcuna indicazione.

Lo strumento come abbiamo detto è il corpo stesso dell’attore, ed è suo esclusivo compito ricercare tutte le altre indicazioni che mancano.

L’altra differenza riguarda la flessibilità dell’esecuzione.

Il musicista suona una composizione finita e pronta per essere suonata, che sia scritta da altri o dallo stesso esecutore , essa ha come caratteristica, la rigidità. Ossia va suonata in quel modo e basta.

L’attore che ha dimenticato il significato della parola invece, può avere la possibilità di riscrivere il testo-spartito, può permettersi il grande privilegio di smontare e rimontare a suo piacimento le note indicate dal compositore, può diventare compositore egli stesso, e può vivere la meraviglia di suonare, pur usando le stesse note, una musica totalmente diversa ogni volta che lo desideri.

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Mater Vitae di Alma Passarelli Pula

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Villa Giovanna

Un dèjà vu, una forte sensazione di aver già vissuto un’esperienza, di essersi già trovati a contatto con un ambiente che riconosciamo e recuperiamo da quella parte di memoria che è la memoria implicita. Sensazioni di autentica naturalità, luce, anima. Così mi ritrovo nella dimora di Mater Vitae, un centro studi di discipline olistiche sul litorale nord di Messina, la casa quasi non si vede , nascosta dal verde, sulla spiaggia. Scendo da una vecchia scalinata e già dai primi gradini realizzo di trovarmi in un luogo preziosamente custodito. C’è una grande porta, non si suona un campanello ma ci si annuncia con un batacchio di ferro. Attraverso un piccolo cortile pieno di bonsai e piante grasse, oggetti di pietra, tolgo le scarpe all’ingresso, tutto ha che di sacro, le porte hanno un aspetto da fiaba. Una casa sull’acqua con dentro una fontana, un pozzo d’acqua dolce, oggetti di culture differenti, sembra esserci tutto il mondo, e tutto è poggiato con un senso determinato dal senso dell’armonia . Campane al silicio e ciotole sonanti di diversa forma, cuscini colorati, cristalli, c’è un bianco costante assieme alla musica del mare. Giovanna Costa, anima e corpo di Mater Vitae, ama definirsi custode temporanea di questo luogo, ed in esso vi appare come fata o angelo dai grandi occhi azzurri e trasparenti, a far compagnia all’acqua cristallina del mare di Pace, questo infatti è il nome del Villaggio dove sorge l’attuale “Villa Giovanna” . Costruita su una rocca sicura era destinata a vedetta borbonica regia guardia dal 1898, una casa da sempre amata da tutta la famiglia, impegnata a salvaguardarla dall’erosione delle coste sconvolte dai marosi dello stretto. Nella casa tante specie di piante, una casa nel mare penisola, con dentro un proprio ecosistema mantenuto dall’acqua dolce del pozzo sorgivo.

Giovanna ,come la sua casa è stata una bambina molto amata e prova per questo una grande gratitudine. La sua esistenza di bimba è stata scandita da frequenti viaggi nel mondo, ha fatto l’esperienza della giungla, ha visto gli indiani d’america, è stata nella pampas argentina, nel deserto del nord-Africa, in Amazzonia, nelle carovane dei berberi. Porta con se i cieli stellati del deserto, le musiche e quando racconta dei luoghi, delle volte celesti, si incanta e incanta. E’ una ricercatrice di suoni odori colori che sono l’essenza della madre terra, il dono che siamo e invita a sperimentarsi, chiudendo gli occhi entrando in pieno contatto con la parte ancestrale dell’essere. Per lei l’esistenza è il pieno e il percorso dell’uomo è uscire dal proprio pieno per entrare nel grande vuoto.

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Villa Giovanna

Lì possiamo trovare la nostra essenza, là dove si è soli con la propria ricerca. Come donna si vede come un vulcano curioso, adora scoprire , non è mai statica, non si pone limiti, fa bagaglio di ogni cosa e rispetta l’esperienza di ogni giorno che si leva, come una radice in più che permette di sentire il contatto con la vita. Ogni cosa nella casa è espressione di ciò che l’essere può creare, ha una sua storia e lascia una vibrazione. Tutto è bello, esiste, ma l’appartenenza è temporanea, per questo si può diventare solo custodi di un luogo. Qualsiasi cosa è, perché dietro c’è l’amore che ognuno vi ha riposto. Ma Giovanna è anche le sue ciotole, le ciotole suonanti, così, racconta il suo primo incontro; tutto ha inizio da una sfera, per arrivare ad una ciotola che è cerchio, luna, femminile e ciclicità. In realtà è la ciotola che ha trovato lei. La sua prima ciotola è stata forgiata da un monaco e scaraventata da una parte, in un museo. Prima ne ha sentito il suono, poi l’ha presa tra le mani e così ha avuto inizio la sua ricerca sui suoni. Poi ad ogni viaggio ne portava una con sé. Da allora , in quella casa nascosta sul mare, la sua ricerca degli armonici non si ferma mai ed energizza tutto quello che c’è intorno. “Le ciotole suonanti” mi dice, “favoriscono la meditazione, accompagnano e muovono tutto verso l’infinito, l’universo.

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Giovanna Costa

Siamo dentro un suono, tutto è frequenza e ciò che può portare un suono fatto d’acqua, è riequilibrio”. Un suono puro è luce bianca. Faccio esperienza di quanto narra e mentre lei suona, entro in un universo altro dove sono già stata milioni di anni fa, ai bordi della terra, posso vacillare e la sensazione di gravità è potente. Un tempo lontano, un deèjà vù per ritornare ad essere ciò che ero in partenza, in purezza, una preziosa visione della vita accompagnata da una fata.

(Alma Passarelli Pula)